Con la nostra Professoressa d’Italiano abbiamo cominciato a studiare la poesia e ci siamo cimentati con la costruzione di versi, con il ritmo e la metrica e con quegli “effetti speciali” della parola che sono le figure retoriche. Siamo entrati nell’officina del poeta e lì abbiamo fatto una straordinaria scoperta! La poesia ci aiuta a dare un nome alle nostre emozioni e ci fa riscoprire il valore delle parole. Spesso le usiamo come etichette scolorate, prive di senso, la poesia invece le fa brillare, le rende nuove. La nostra Prof. ha voluto che ci cimentassimo con una particolare tecnica di scrittura poetica, il Caviardage. Si tratta di un metodo di scrittura creativa che consiste prima nel ricavare una poesia da una pagina di testo seguendo un processo preciso e poi annerendo o colorando in modo artistico tutte le parole che non vengono utilizzate nella composizione del testo poetico. La tecnica base si può mescolare con svariate tecniche artistiche espressive (collage, pittura, acquerello) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano. Il Caviardage può essere utilizzato da tutti personalmente, per una riscoperta di se stessi grazie a una nuova e coinvolgente modalità espressiva. Come laboratorio poetico, infatti, il Caviardage sviluppa il piacere di scrivere perché si innesta su esigenze di tipo affettivo e creativo, diventa un fattore importante per la conoscenza di sé e per favorire l’autostima. Durante questo processo abbiamo imparato ad “ascoltare la nostra voce”, a riconoscere parti di noi e a comunicarle, restituendo alla parola la sua pienezza.
Alla fine, come vedrete dalle immagini, ciascuno di noi ha trovato la sua “poesia nascosta”!



















