La mattina
di quel giorno particolare non pioveva. Una vera rarità per Londra.
La città si
svegliò in un insolito sole invernale. A Stanley Road si sentiva
nell’aria quasi un profumo di primavera.
Cally
aspettava l’amico Aaron davanti al portone. Quella mattina sarebbe
iniziato il corso di spagnolo a cui si erano iscritti. Cally adorava
lo spagnolo, non vedeva l’ora di cominciare.
Lo vide
spuntare all’angolo della strada, alto e magro, avanzava con passo
sportivo, un raggio di sole illuminò i suoi capelli biondi. Cally
pensò che era un sollievo averlo come compagno al corso. Da quello
che sapeva il vecchio professore di spagnolo era un tipo piuttosto
noioso, almeno con Aaron avrebbe potuto scambiare di tanto in tanto
qualche battuta.
Quando
arrivarono davanti l’aula di spagnolo c’era già un gruppo di
ragazzi che aspettavano di entrare. Confabulavano fitto tra loro.
Cally e Aaron si avvicinarono incuriositi.
-Avete
saputo? Il vecchio professor Pilar è andato in pensione!
-Davvero?
Non me lo aspettavo! – Esclamò Cally – E chi farà lezione?
In quel
momento suonò la campanella e tutti entrarono nell’aula.
L’aula era
ancora buia, le persiane appena sollevate, la stanza sembrava
deserta.
Le voci
degli studenti, il loro allegro chiacchiericcio sembrò animare il
luogo. All’improvviso tutti si zittirono. In fondo alla stanza, con
le spalle rivolte alla porta, appoggiato all’unica finestra aperta,
un uomo molto alto, con un cappello in testa, nero come il lungo
impermeabile che indossava. Non si voltò quando gli studenti fecero
il loro ingresso in aula. Sembrava intento a osservare qualcosa dalla
finestra, qualcosa che, attirava completamente la sua attenzione.
Tutti
rimasero in silenzio per più di un minuto fino a quando si vide un
bagliore dalla finestra, il professore come un fulmine corse fuori
dall’aula spingendo Cally, Aaron però riuscì a prenderla evitando
che cadesse.
-Grazie
Aaron… Perché il professore è corso subito via?- si chiese Cally
incuriosita
– Non lo so,
ma tutto questo mi inquieta… Credo che non faremo lezione oggi.
Cally, con
aria malinconica sbuffò, ma la sua curiosità non aveva limiti, cosa
stava cercando il nuovo professore?
– Che ne
dici se indaghiamo?- Esclamò Cally con ansia
. E
rischiare di metterci in sai quali guai? Non se ne parla proprio –
rispose l’amico, ma la ragazzina, testarda com’era,prese Aaron
per la mano e corse nella stessa direzione del prof. Misterioso. I
due però lo persero di vista, ora erano sperduti in chissà quale
lato della scuola, Aaron incuriosito cercava una possibile via in cui
potesse essere andato il professore mentre Cally fantasticava sul
mistero che li attendeva. Dietro l’angolo più oscuro di quella
zona si intravedeva un impermeabile nero, il ragazzo guardò l’amica
– Io? andare
in quella zona mai vista prima e per lo più buia? Nei tuoi sogni-
disse Cally, ma Aaron ormai era troppo interessato a quel mistero e
sapeva che anche Cally lo era, prese la mano dell’amica e i due
cominciarono a correre, più di quanto avessero mai fatto. Erano
all’uscita della scuola ora, non sapevano perche né come ad un
professore interessava uscire dalla scuola, è vero che gli studenti
sono vivaci, ma non fino a questo punto.
Alla loro
destra si vedeva la finestra dell’aula di spagnolo al primo piano e
dietro l’angolo si vedeva un camion molto grande assieme a un
signore assai robusto e il professore che confabulavano di affari
probabilmente economici.
-Io non
sento niente e non credo sia nulla di importante, magari è un amico
del prof. Che vuoi fare?- sussurrò Aaron
-No, io direi di avvicinarci di soppiatto, stile videogame!- rispose Cally.
I due quatti
quatti si avvicinarono e sentirono discutere i due, non si capiva
ancora nulla e per questo si avvicinarono ancora di più
-Il
professore Pilar, quel vecchio scorbutico, dov’è?-
-Tranquillo,
è proprio qui dietro!-
-Sei un
genio, le carte falsificate della dimissione… Oh che idea!-
– Già!-
I due
ragazzi sbiancarono dal terrore
-Il
professore Pilar rapito? No, dimmi che è tutto falso Aaron!- gridò
Cally, il ragazzo stava per rispondere ma… Starnutì, facendo
saltare in aria la loro copertura
-Aaron!-
esclamò Cally, il professore e l’uomo si voltarono stupiti
-Che faccio
ora?!- Pensò Cally. -Idea!- Spinse il ragazzo in un cespuglio e lei
lo seguì in un batter d’occhio
-Chi è
stato?!- gridò il pr.ofessore, se così si poteva chiamare.
Passarono un
paio di minuti, il prof. Ritornò in classe e l’uomo andò in un
bagno pubblico. I due ragazzi uscirono dal cespuglio
-Aaron!-
esclamò arrabbiata Cally
– Che ci
posso fare? Sono allergico alle margherite e tu mi hai spinto in un
cespuglio pieno di quegli stupidi fiori!- ribatté Aaron. La ragazza
scoppiò a ridere, ma subito tornò seria, si diressero verso il
camion dove, a quanto pare, si trovava il vecchio professore.
-Vedi che il
camion è chiuso con un lucchetto, nanetta!- disse in modo scherzoso
l’amico
-Sei tu a
essere troppo alto! Comunque sta’ a vedere! Ribatté Cally, prese in
mano un ferma capelli che usava per tenere assieme due piccole trecce
e con esso cominciò a smanettare il lucchetto.
– Vedi che
funziona solo nei fil…- – fu interrotto Aaron dall’esultazione
della ragazza per aver aperto il lucchetto e assieme aprirono le due
grandi ante del camion, nel vedere il contenuto i ragazzi rimasero a
bocca aperta, il vecchio professore Pilar!
Il vecchio
un po’ barcollante uscì dal camion.
-Professore!
Che le è successo?! – gridò Aaron
– Fermate il
prof… Vuole dare fuoco alla scuola! –
-In effetti
non è una brutta idea.. Però non possiamo lasciarglielo fare!-
disse Cally, lei e il suo amico corsero all’interno della scuola
con la speranza di fare in tempo.
-Accedi agli
altoparlanti e fai evacuare l’istituto, io cerco il professore!-
ordinò la ragazza all’amico
-Ok, ma sta
attenta- rispose Aaron che già si trovava a non pochi metri da lei.
Dopo una
breve ma intensa ricerca trovò il prof. Con due accendini in mano
-NO!-
esclamò Cally e con tutta la sua forza si lanciò sul professore
aggredendolo
-SI CHIEDE A
TUTTI GLI STUDENTI DI EVACUARE L’ISTITUTO , NON è UNA PROVA,
RIPETO, NON è UNA PROVA!-
Si sentiva
rimbombare per tutta la scuola
-No! Il mio
piano!- gridò infuriato il professore che nel frattempo si era
liberato e stava prendendo Cally per le mani per farla stare ferma.
Aaron era
tornato ma vide la sua amica che stava per essere aggredita dal prof.
e da dietro gli diede un pugno stendendolo.
– Va tutto
bene Cally?!- chiese preoccupato
– Si,
grazie- rispose l’amica abbracciandolo mentre le sirene della
polizia si facevano sempre più vicine.
Erano
passate ormai due ore da quello spiacevole accaduto, i due amici
erano seduti su una panchina davanti la scuola quando si avvicinò
un’agente della polizia a loro
– Quello che
avete fatto è stato stupido,ma coraggioso, siete riusciti a
catturare un pazzo che nemmeno noi eravamo riusciti a prendere,
meritate il nostro rispetto, ma la prossima volta dovete essere più
prudenti- disse il poliziotto
-Il merito
non è mio, ma di Aaron che mi ha salvata!-
Rispose
Cally, il ragazzo arrossì e ribattè:
– Beh, in
realtàà il merito è di entrambi, della tua curiosità e astuzia e
della mia forza e del mio coraggio!-
-Eh già!
Siamo il miglior team di sempre!- esultò Cally abbracciando l’amico
che ricambiò.
La scuola dopo quello spiacevole evento rimase chiusa per un po’ di tempo mentre i due ragazzi se ne tornarono a casa assieme mano nella mano.
Elisa Sansica